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© 2017 By Tony Vakka - AVH

Ragazzi

December 29, 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora so,

ora sì  che posso affermarlo con certezza! 

Quello che più ho amato di quando eravamo insieme, 

era prenderti in silenzio la mano, 

mentre un miliardo di stelle stava a guardare, 

perdermi poi nei tuoi occhi.

Ricordo ancora il tuo odore, 

il calore della tua pelle, 

salendo attraverso le vene, 

finiva poi sulle mie guance, 

evidenziando un dolce imbarazzo.  

 

Ora che sono solo, 

non ho più nulla da spartire con questo mio corpo,

di continuo mi tradisce e non ascolta ragioni. 

Ricordo spesso la luce vibrante di quelle stelle, 

quando poggiati alla Vespa, 

tu iniziavi ad elencare le tue promesse, 

fissando le delicate onde del mare, 

si rincorrevano l'un l'altra come tocchi d'arpa 

per poi sfumare a riva come velluto. 

Non riuscivo proprio a crederti, 

ma eri bello uguale, 

figlio illegittimo e dannato di una luna ammaliatrice e bugiarda.

Il profumo dell'estate era ovunque, 

luci colorate lontane e risate di donne in amore, 

indicavano una festa sotto il pergolato. 

Il lieve tocco della brezza portava aliti di vita, 

rasserenava i nostri volti, 

rimandando tutto al domani.

 

Ora so,

quella felicità era fatta di attimi rubati, 

e noi pronti a tutto pur di goderceli alla grande, 

'fino all'ultimo respiro', mi sussurravi. 

Riflessi d'argento correvano sull'acqua, 

affidavo a loro i miei sogni segreti, 

i tuoi riccioli morbidi profumavano di mare ed i tuoi baci di sale. 

La notte chiara definiva i contorni lontani dell'Isola dell'Amore, 

sul pelo dell'acqua di fronte a noi quasi a toccarle, Procida ed Ischia.

Allora non potevamo sapere cosa la sorte avesse in riserbo per noi,  

eravamo solo dei ragazzi, 

il futuro appariva lontanissimo, 

distante anni luce da noi,

da quei momenti magici sotto il faro di Capo Miseno. 

Con il suo bagliore ci avrebbe protetto ancora per un po', 

lasciati liberi di fare e disfare, 

di gioire di quegli istanti di spensieratezza, 

di quella brezza leggera,

di quella dolcezza infinita traboccante dai nostri sguardi.

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