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La Corona sulla Collina - Castel del Monte

April 14, 2018

 

“Ci sono delle volte in cui perfino le dolci note 

di una melodia sono inappropriate, 

perché e’ il silenzio l’unico antidoto alle ferite dell’anima.”

 

 

 

Lì sulla cima della collina,

Circondato dalle alte chiome dei pini,

C’è un gioiello,

Dalla cui sommità delle sue torri,

Si scorge il mare e si insegue, controvento, l’infinito.

 

Si racconta che un gigante re, 

Abbandonato dalla sua regina e consorte,

Poiché dall’abbagliante bellezza di un

nobile e sconosciuto cavaliere rapita, 

Affranto e disperato, 

Abbia rinunciato alla sua corona per amore di lei.

 

Dopo averla sfilata dal capo 

ed adagiata sulla vetta della collina, 

In lacrime li’ la lascio’.

Quindi andò errando per quelle terre  

in cerca del suo amore perduto,

Impazzito e consumato dal dolore.

 

Gli Dei ebbero pietà di quell’amore spezzato 

e trasformarono quella corona 

in una volumetria di linee e forme perfette:  

“Il castello dell’amore eterno”.

Chiunque avesse baciato lì la sua amata, 

Il cuore di quest’ultima, 

Avrebbe conquistato per sempre.

Chiunque avesse baciato lì il proprio amato, 

In dono avrebbe ricevuto il cuor suo per sempre.

 

In ricordo dello sfortunato re,

Nel giorno dell’equinozio di Primavera, 

Giovani innamorati accorrono numerosi,

Circoscrivendo il perimetro 

del piccolo e grazioso maniero.

In gruppi di otto per volta, 

Scalano i gradini di tre delle otto torri ottagonali, 

Per poi riposare insieme sotto le stelle, 

Donandosi l’uno all’altra, 

Scambiandosi  fiori e baci, 

Alla vista del mare ed al profumo dell’erba.

 

Si racconta che il re ritrovi allora la sua regina, 

Nelle oscurita’ delle sale, otto per piano e, 

A porte chiuse, Lei, pentita e sincera, 

Gli giurasse amore eterno, 

Concedendosi nel buio delle sue stanze.

E cosi’, nel giorno dedicato a Flora, 

L’Amore perdona, 

Ritornando fra le mura del castello per una notte ancora.

Volera’ via lontano poi al sorgere del nuovo giorno

sotto le spoglie di un falco, 

Planando ben otto volte alti cerchi sul picco della collina.

 

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