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AURUM APULIAE - (Canne della Battaglia)

August 28, 2017

 

File d’ulivi, 

Appesantiti dai frutti, 

Come legionari Romani, 

A schermare le truppe di Annibale. 

Schierati sulla piana uno a fianco all’altro, 

Uno dietro l'altro, 

Pronti al sacrificio pur di fermare l’avanzata del nemico, 

Terra  arsa, terra dove il sole non da tregua.

 

Fra foglie d’argento, metallo riflesso al Favonio, 

Echeggiano urla umane al suono delle armi, 

Sotto il caldo d’Agosto, a Canne, 

Tronchi nodosi avvinghiati come corpi d’atleti nella lotta, 

Amplesso di perdizione e morte.

Ruvida la scorza, 

I combattenti, la pelle segnata dal sole, la battaglia. 

 

Rami nuovi come frecce conficcate nella carne viva, 

Silenziosi aspettano, 

Testimoni muti di membra schiacciate, 

Cosi' i loro frutti al frantoio, 

Il sangue giovane scorre assorbito dalla Madre di tutte le Madri, 

Il liquido denso sulla pietra bianca da conservare 

In otri nelle sue viscere al riparo dalla luce del giorno. 

Olio versato, ancora sangue che scorre sulla piana:

Roma caput mundi.

 

Puglia, terra di conquista, terra dorata, terra d’amare, 

Bruciano le stoppie, arde il mio cuore.

Vola alto falco, portami con te, 

Cogli l’orizzonte fino all’ultimo soldato,

Fino all’ultima spiaggia, 

Placa le sue onde piatte, 

Osserva ed oltrepassa i suoi villaggi di calce bianca,

Ricami intarsiati su quella tavola verde e fertile.

Puglia, terra di Diomede, 

Pace e bellezza, 

Gloria e Storia,

Terra di sogni e di amori nuovi, 

Terra di mare.

Terra di Svevia,

Terra mia.

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