ITALIA

Un uomo in esilio,

Bianca la barba in un Paese lontano,

D’amarti non ha smesso mai,

Sadica la mente volgendo all’idillio.

Sfregiata ed offesa Arte e Storia tua,

In catene, Giovane Vestale, attendi.

Immeritevole e avida carne della tua carne,

Pregiata la fattura,

Triste il sorriso,

Viso non merita.

Amate e cantate le sponde,

gente rude dimentica,

Tu, Regina senza Regno,

di Musica e Sole nutristi il Mondo,

Madre sfortunata, banditi e reietti accogli.

Ah, tempi nuovi e cupi!

Giovani lontani e vicini immolati in nome tuo,

Dimenticata e sola, di Bellezza deturpata,

Tu, Madre, giovane e melanconica,

liberi colori ostenti,

i figli ingrati perdoni.